Autori tipi strambi #1 – Quella volta che rimasi chiusa in un appartamento

Batman-Arkham-City-Joker-smile-suit-flower-fan-art-731635-wallhere.comChiusa dentro un appartamento, con il portoncino d’ingresso serrato a due mandate, seduta per ore su una sedia di legno scomoda e senza la possibilità di segnare a matita gli eventuali errori e modifiche da apportare alle bozze che avevo davanti…

…in queste condizioni – non proprio ottimali – alcuni anni fa ho editato il testo di un autore che, non fidandosi di nessuno ed avendo il timore che gli potessero fregare il manoscritto, mi segregava nella sua casa fuori Roma e mi costringeva a lavorare in una situazione degna dell’Anonima sarda. L’uomo, uno scrittore underground con trascorsi da regista, era un brav’uomo e il romanzo su cui stavamo lavorando raccontava la sua storia personale. La storia di un amore maledetto che gli aveva marchiato l’esistenza.

Nonostante il disagio di lavorare con il fiato dell’autore sul collo – letteralmente –, ricordo quei giorni con un misto di tenerezza e simpatia. La storia di per sé era davvero singolare, come capita spesso quando si racconta la realtà. La prosa invece risultava ridondante e la sintassi un po’ ballerina. C’era da lavorarci molto, ma ero certa che quel romanzo potesse avere un futuro interessante. Invece…

Tornai in quella casa due volte a settimana per diversi mesi, dettando all’autore le modifiche da apportare al manoscritto. Lui segnava, diligentemente e con grafia sottile, le mie correzioni sui bordi delle pagine. A volte discutevamo di uno spostamento di paragrafo o della soppressione di un periodo, oppure passavamo in rassegna tutte le possibilità che alcuni personaggi avevano di cavarsela in una determinata situazione, visto che, pur essendo reali, su alcuni l’autore aveva giocato di fantasia. Tutto sommato fu un’esperienza entusiasmante. Ogni essere umano, scrittore o meno, racchiude in sé un incredibile universo.

Tutto questo finì quando l’autore, di salute cagionevole, si ammalò. Da allora sono trascorsi dieci anni e nulla più ho saputo, né di lui né del suo insolito manoscritto.

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