Tutti i gatti sono bigi, e tutte le eroine del Romance si chiamano Olivia

oliviaCome editor freelance non mi posso permettere di essere troppo schizzinosa. Inoltre ho una mia filosofia: se un editore decide di pubblicare un autore, quell’autore ha diritto a un editing ben fatto, anche se è uno scrittore di libri molto commerciali, come il New Adult o il Romanzo rosa (generi considerati non proprio da premio Pulitzer). Come dire, tutti i gatti di notte sono bigi… Senza essere né snob né ipocriti, per esperienza, so che ci sono anche alcuni traduttori che si vergognano di apporre il loro nome sui New Adult dal contenuto più… come dire? Più disinvolto. Un atteggiamento sciocco e poco professionale. Il nostro compito è quello di far bene il nostro mestiere, qualunque sia il testo su cui lavoriamo. Siamo pagati per questo. Il mio compenso non cambia se edito (o revisiono) un libro di Elle Kennedy o di Anthony Riches.

Quindi, negli ultimi anni, mi è capitato di frequente d’imbattermi in questi generi letterari meno impegnativi. Certo, a volte la qualità è davvero scadente, spesso svilita da una traduzione alla carlona quando si tratta di autori stranieri (eh sì, un editor spesso e volentieri agisce anche sui testi tradotti, ma avremo modo di riparlarne). Altre volte invece, pure se la trama è sempre quella – mutuata dalla favola di Cenerentola o Biancaneve e completa di principe azzurro e lieto fine –, capita che la scrittura non sia proprio da buttare.

Di romanzi così ne avrò corretti almeno una ventina, tutti pubblicati da una nota casa editrice romana. Un particolare però mi è saltato all’occhio: c’è stato un periodo, più o meno ascrivibile all’inizio dell’anno scorso, in cui tutte le eroine dei Romance che editavo si chiamavano Olivia (Romance, ossia Romanzo rosa, da non confondere con i componimenti poetici spagnoli del XV secolo!). Avrò revisionato almeno dieci romanzi con una Olivia come protagonista, tant’è vero che alla fine mi sembrava di lavorare sempre sullo stesso racconto. L’altra particolarità è che, andando a curiosare su un motore di ricerca per i nomi, ho scoperto che sempre l’anno scorso, in America e in Europa, il nome più di moda tra le neonate era proprio Olivia. Un classico esempio di come fiction e realtà si contaminino a vicenda. O forse il segno tangibile di quanto questo genere di romanzi sia un vero affare editoriale. Voi che dite?

Vedi anche: Come trovare il nome dei vostri “personaggi di romanzo”

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