Facce da editor, diffidate degli annunci online

faccedaeditorCollaboro con diverse realtà del mondo editoriale e, da qualche anno, collaboro anche con un’agenzia di servizi per l’editoria, i cui compensi sono inversamente proporzionali alla mole di lavoro. Compensi, tra l’altro, erogati coi tempi di Matusalemme. Solo per questa agenzia ho revisionato e corretto un centinaio di libri, ma con il pagamento siamo rimasti al cinquantesimo – e questo a monito di chi pensa che quello dell’editor (copy o content) sia un lavoro bello e strapagato. È più fruttuoso fare l’artista di strada, almeno alla fine dell’esibizione ti lanciano le monetine e ti fanno pure gli applausi. Ma io in strada, al massimo, potrei lavare i vetri delle automobili e non so neanche se ci riuscirei, visto come sono ridotti i vetri di casa mia.

Per questo motivo, ogni tanto, mi prendo dei periodi di pausa dall’agenzia tritacarne, con la speranza che il direttore riesca a recuperare il debito, almeno in parte. In questi rari momenti – in cui continuo comunque a editare, ma con tempi più umanamente concepibili –, mi “rilasso” dando un’occhiata agli annunci di lavoro sparsi per la rete, che riguardano più che altro correzione di bozze e affini. Non certo perché penso di candidarmi, ma per rendermi conto di quanta spazzatura gira online e fino a che livello di cialtroneria siamo arrivati.

Partiamo dalle offerte di lavoro che, in realtà, sono stage. Questo tipo di annunci funzionano come la mela di Biancaneve: sembrano tanto belli e allettanti, ma poi si trasformano in una trappola mortale. Io stessa, due anni fa, sono stata contattata da una nota casa editrice romana – non proprio di alti livelli – che mi proponeva un corso alla modica cifra di 2.000 euro. Morale della favola… non solo non mi paghi, ma sono io che devo pagare te per lavorare? Ma fammi il piacere.

Di norma bisogna evitare anche tutti quegli annunci in cui trovate frasi esca del tipo: “Cerchiamo editor appassionati/volenterosi” (cioè: non ti paghiamo); “Siamo un palcoscenico per le firme con più esperienza” (cioè: non ti paghiamo); “Sei un appassionato di scrittura? Lavora con noi!” (cioè: scordati proprio che ti paghiamo).

Uno degli annunci più interessanti, però, mi è capitato qualche giorno fa su uno di questi cerca-lavoro online che, solo loro, meriterebbero un discorso a parte. Il trafiletto recitava: «URGENTE Ricerca Editor Italia [notare l’uso delle maiuscole e del neretto, n.d.a.] – Nuove opportunità per Editor Italia [e fino a qui… ma poi arriva il bello, n.d.a.] No esperienza…»!!!
Ma come “No esperienza”? E chi cercate allora? Uno che di mattina si alza, si stiracchia, si guarda allo specchio e dice: «Sai che c’è? Oggi ho proprio un bell’aspetto, fresco e riposato. Quasi, quasi faccio l’editor».

A questo punto mi sono cadute le braccia e continuare a scrivere il post mi è letteralmente impossibile. Però, appena avrò riacquistato l’uso degli arti superiori, vi darò qualche consiglio concreto per evitare trappole, trabocchetti e cocenti delusioni.

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