In questo mondo di iene (parte III)

Continua da In questo mondo di iene (parte II)

Editor vs Editor (parte II)

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L’epilogo della brutta storia* che ha visto protagonista la mia amica Simo, si struttura in tre fasi:

Fase 1) Dopo un’ora che Simo ha inviato le bozze revisionate alla “editor poco empatica”, le arriva in risposta un’e-mail carica d’insulti. A lettere maiuscole il suo capo (quasi ex) le urla che è stata poco professionale in quanto ha scritto dei commenti secondo lei poco pertinenti (o impertinenti?), aggiungendo che la traduzione di quel testo era impeccabile e l’editing pure. Anzi, si fa forte dei commenti della “editor leccapiedi” (ricordate? il personaggio chiave della storia) per ribadire con forza le sue ragioni.
Al confronto la regina Zabo di Malaussène è santa Caterina.

Reazione di Simo: basita invia un sms al suo quasi ex capo, scusandosi e chiarendo che i suoi commenti erano rivolti al contenuto del libro e non alla traduzione.
Anche se, aggiungo io, quegli errori di sintassi… quel vano tentativo d’italianizzare a tutti i costi un contenuto prettamente americano, lasciano comunque molti dubbi sul valore dell’editing. Come si dice: non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire.

Fase 2) Dopo due ore dall’invio dell’sms di Simo, ne arriva un altro da parte della “editor poco empatica” in cui questa afferma – in un delirio espresso in plurale maiestatis – che, tutto sommato, hanno preso in considerazione l’idea di Simo di modificare il titolo del libro. E con tono aspro le fa notare che le critiche quando sono costruttive sono ben accette… e meno male. Pensate voi se non lo fossero!

Reazione di Simo: sempre più basita, la mia amica si sente una scolaretta rimproverata dalla maestra che, dopo averla bacchettata sulle mani accusandola di essere andata fuori tema, si accorge che la sua scrittura è impeccabile, ma lei rimane lo stesso in punizione.
Non mi stupirei se la maestra in questione si sia anche accreditata il merito del nuovo titolo e di tutto il resto. Anzi, visto il tipo alla Zabo, ne sono certa.

Fase 3) Silenzio totale da parte della “editor poco empatica” e di tutta la sua corte. Dopo due anni durante i quali Simo non aveva avuto neanche il tempo di andare in bagno per la continua mole di bozze da cui era sommersa, improvvisamente risultano tutti polverizzati: editor, traduttori e perfino l’amica traduttrice che glieli aveva presentati.

Reazione di Simo: una graziosa lettera di vaffanculo diretta alla “editor poco empatica” e di striscio anche alla sua amichetta “editor leccapiedi”, inviata dopo una settimana di silenzio. Tanto ormai Simo lo sapeva che la signora “io traduco bene” l’aveva fatta fuori, perché in questo mondo di iene, se poco poco fai capire che ne sai più del tuo capo “editor poco empatico”, sono guai.

Quindi, freelance, come direbbe il mio maestro Sergio Donati… Giù la testa!
E guardiamoci le spalle.

*Storia raccontata con il consenso della protagonista. Simo è un nome di fantasia.

 

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