I Christmas-book

books-3454381_640Non so se ci avete fatto caso, ma in questo scorcio di 2019 tutte le reti televisive italiane sono state inondate dai Jingle-Bells-film (non cercate la parola sul dizionario, l’ho coniata io in questo istante). Dall’inizio di dicembre ogni canale, compresi quelli di Stato, hanno fatto a gara a chi trasmetteva il film più natalizio in salsa americana, come The Nightmare Before Christmas firmato Tim Burton, A Christmas Carol di Zemeckis con le versioni cartoon di Jim Carrey, Colin Firth e Gary Oldman, o Un amore sotto l’albero che, a dispetto del titolo insulso, ha tra i suoi protagonisti una splendida Susan Sarandon e un bravissimo Robin Williams e la colonna sonora firmata Alan Menken.

L’altra faccia della medaglia è formata invece dai tv movie, pieni di sconosciuti e con trame da sonno profondo. Alcuni di questi, diciamolo, sono decisamente brutti! Abitati da Babboni Natale di rosso vestiti, da elfi coi cappelli a punta e da fanciulle che – guarda caso proprio la settimana prima di Natale – perdono il lavoro o qualcos’altro ma poi, sotto una coltre di neve e al riparo di un abete, trovano il principe azzurro ad aspettarle. Naturalmente, per tutto il film è un tripudio di lucine, addobbi spaziali, canzoncine della tradizione e tanto, tanto miele. Ma che ci volete fare? È Natale. Forse l’unico periodo dell’anno in cui si ha diritto a tornare un po’ bambini. E quindi ben vengano anche questi film, stupidi e melensi quanto basta per farci dimenticare le fatiche del quotidiano almeno per un un’ora.

E con i libri come stiamo messi? Uguale. Ossia, se da una parte abbiamo i Jingle-Bells-film, dall’altra ci sono i Christmas-book, e anche questa parola non cercatela sul dizionario, l’ho coniata io qualche tempo fa quando, lavorando per i libri della Newton Compton, mi sono spesso ritrovata questi “capolavori” tra le mani (ad agosto naturalmente, perché le strenne di Natale si preparano qualche mese prima).

Alzi la mano chi tra voi adulti non ha mai letto un libro ambientato a Natale. Su, non fate i timidi… non vi rimprovero mica. Anzi, penso che avete fatto bene.

Dai grandi classici della tradizione come A Christmas Carol di Dickens, o Ricordo di Natale di Capote, o La notte prima di Natale di Gogol’, ai gialli di Natale come Il Natale di Poirot della inossidabile Agata Christie, o i racconti di Camilleri, di Recami o di Manzini, fino alle americanate stile tv movie. Ed ecco allora tutta una serie di autori e autrici (soprattutto), “specializzati” in questa tipologia di libro. Da Karen Swan – il cui cognome d’arte è tutto un programma – a Sophie Kinsella; da Carole Matthews a Jenny Hale.

È logico che sia i Jingle-Bells-fim sia i Christmas-book sono figli di un’operazione sfacciatamente commerciale, ma a noi che ce ne importa? Se ci fanno compagnia durante i freddi pomeriggi di dicembre, se ci scaldano cuore (e piedi) mentre leggiamo accucciati sulla nostra poltrona preferita e ci fanno sognare che esista un mondo più buono e bello al di là della copertina o dello schermo, sono i benvenuti. E spero che quest’anno ognuno di voi abbia trovato il suo Christmas-book sotto l’albero e lo stia ancora leggendo, oppure… lo stia addirittura scrivendo!

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