E-Mel – un racconto d’amore

Ospito per la prima volta nel mio Blog un mio amico scrittore, Daniel Ernani, con cui inauguro questo spazio che ho chiamato Cortesie per gli ospiti (non il reality!!! ma il romanzo di Ian McEwan!!!) dove posterò i testi che mi invierete.

Buona lettura!

love

E-MEL

To: bianca.neve@uniroma4.it
From: grimilde.bruni@unilibeurbe.it
Date: 6 Mar 2016
Subject: Mel

Ciao figlia,
sono due giorni che rigiro le parole tra i pensieri per trovare quelle giuste e ho deciso che, per una volta, non ci scambieremo frasi di cortesia, né ci scriveremo ipocrite comunicazioni di servizio che hanno l’unico scopo di non parlare di noi stesse. Lasceremo fuori tutto, tranne Mel.

Insomma bimba, io per prima so quanto è intelligente e pieno di fascino quell’uomo, il fascino del grande professore è cosa vecchia e Mel è vecchio. Quarant’anni di differenza sono un’enormità anche per chi come lui ha fatto il Sessantotto e ha vissuto metà della sua vita tra i ragazzi. Ma qui la lotta studentesca non c’entra e non c’entrano la sua cultura, la sua ironia, la sua carriera di accademico, c’entra il fatto che tu sei innegabilmente all’inizio della vita mentre Mel è decisamente al suo tramonto.
Ma l’hai mai guardato da lontano il tuo uomo? Guardare le persone da lontano le rende nude.
Provaci Bianca, prova a metterti in fondo al corridoio e osservalo avanzare. Non vedi la sua schiena oscillare sulle gambe? Non vedi la sua piccola testa reggersi appena alla montatura degli occhiali? Non vedi le sue braccia afferrarsi come rami alla cartella blu? Sempre la stessa da trent’anni, così come quel completo di velluto polveroso che non toglie mai, forse neanche per dormire.
Guardalo Bianca, guarda i suoi occhi annacquati da tanti, troppi anni di lettere e poesie. E ora guarda negli occhi di chi gli sta intorno, dei suoi studenti che hanno già eretto al tuo Mel la sua lapide, tu non sarai altro che uno degli angeli che la ricoprono.
E ora ascolta Bianca, ascolta il grande letterato mentre declama il suo sapere nell’Aula Magna, la senti la sua voce roca? Uno spasimo di voce rotto a tratti da un sospiro simile alla morte. Questo è il tuo Mel, un vecchio destinato ai ricordi.
Che altro dirti adesso?

Sii il suo ricordo, il suo ricordo più dolce bambina, ma sii decisamente un suo ricordo.

Tua madre

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Prof.ssa Grimilde Bruni Neve
Facoltà di Lettere, Dipartimento di Italianistica, Università Libera di Urbino
grimilde.sani@ unilibeurbe.it
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To: grimilde.bruni@ unilibeurbe.it
From: bianca.neve@uniroma4.it
Date: 9 Mar 2016
Subject: Re: Mel

Madre, madre delle mie brame,
non hai perso tempo, vero? Ti immagino, chiusa nel giardino, a trovare le parole giuste per coprire la gelosia che ti rode. Roditi allora, perché Mel è mio e non sarà certo la tua inquietudine a renderlo un ricordo.
Volevi che lo osservassi da lontano? E io l’ho fatto. L’ho guardato avanzare lungo il corridoio tappezzato di bacheche: è alto Mel, un giunco in completo grigio che porta addosso ogni piega del suo corpo senza pesantezze.
Volevi che lo guardassi negli occhi? E io l’ho fatto. Ho affondato il mio sguardo nelle sue iridi di plastica azzurra e ho trovato solo gli occhi di un uomo vivo, innegabilmente vivo.
Volevi che lo ascoltassi? E io l’ho fatto, appollaiata tra i banchi, confusa tra gli studenti. Ho ascoltato la sua voce profonda, ho ascoltato le sue pause e anche il suo respiro, il respiro di chi ha vissuto ogni attimo con forza e che adesso ha deciso di vivere me con la stessa rabbia.
E poi ho fatto di più mamma, io l’ho toccato. Ho toccato Mel mentre dormiva e ho trovato il suo corpo nudo, il suo essere uomo senza più vergogne, e l’ho preso dentro di me, l’ho avvolto nella mia carne, l’ho stretto tra le mie cosce e ho goduto di lui fino al suo piacere. Uno spasimo dolce, quello sì come la morte.

Quarant’anni sono tanti per chi non si ama o non si ama più, e Mel non ti ama più mamma, decisamente.

Tua figlia, nonostante tutto

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Dott.ssa Bianca Neve
Facoltà di Lettere, Dipartimento di Italianistica, Università Roma 4
bianca.neve@uniroma4.it
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Daniel Ernani
© 2020 tutti i diritti riservati

 

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